"ESTEsicura" è un'onda destinata a crescere giorno dopo giorno: queste le parole con cui Carlo Zaramella aveva dato il via ad un progetto civico nuovo e genuino. E questo sta succedendo: giorno dopo giorno, incontro dopo incontro, grazie ad un gruppo forte, coeso e impegnato nel portare avanti le idee e le proposte... sicure!
Il perché di "ESTEsicura" deve però essere chiaro e ribadito ancora una volta. Ecco il secondo capitolo tratto dal programma amministrativo, che precede i contenuti veri e propri delle proposte che ogni giorno leggerete su questa piattaforma web.
PERCHE’ UNA LISTA CIVICA? PERCHE’ “ESTE siCura”?
ESTE siCura ha nel suo nome un insieme di significati.
Vi è senza dubbio il richiamo esplicito alla sicurezza di fronte ad una ondata crescente di microcriminalità che ha investito non solo la nostra Città, ma l’intero nostro territorio e messo a nudo la legislazione vigente in tema di legittima difesa e di tutela dei più deboli. Nel corso della precedente campagna elettorale, componenti della maggioranza di centrosinistra che ha governato fino ad oggi la Città, hanno sottovalutato il “tema sicurezza”, senza rendersi conto dei rischi connessi a tanti fattori come la crisi economica, l’impoverimento generale e l’immigrazione, a dimostrazione del fatto che su questo tema ESTE siCura ha un approccio culturale e di metodo completamente diversi.
Ma il nome contiene in sé anche e soprattutto l’accezione del “prendersi cura” (egli si cura di…), che non vuole essere solo un impegno concreto verso quella parte della società duramente colpita dalla crisi economica e dal suo perdurare, ma chiama in causa il “volere bene alla propria città”, il prendersi cura dei tanti suoi aspetti quotidiani e lavorativi.
Vi è poi un terzo significato nel nome del nostro movimento civico ed è quello del “curarsi” in un senso quasi medico del termine. Este è malata? Per certi versi crediamo di sì. Gli anni che stiamo vivendo hanno cancellato la grande parte della nostra produzione storico-artistica ed artigianale, impoverito il nostro tessuto industriale e commerciale e messo a nudo le nostre debolezze e criticità, per non trascurare il tema dei servizi alla collettività, delocalizzati fuori dal nostro centro storico (agenzia delle entrate, ospedale, ecc.) o addirittura cancellati in nome della spending review nazionale (tribunale).
Ma è mancato in tutto questo qualcosa di importante: una visione del futuro della città (dove stiamo andando?), un indirizzo di sviluppo nel medio-lungo termine che disegna una direzione di marcia e pone degli obiettivi attorno ai quali unirsi come comunità civile.
E’ mancata una Este “sicura di sé”, delle sue potenzialità, dei traguardi da raggiungere.
Su tutti questi aspetti, la politica locale ha delle grandi responsabilità. A partire dal non essere in grado di proporre figure nuove ma solo “i soliti nomi” di ogni elezione amministrativa, oppure di candidare donne e uomini estranei alla dinamica quotidiana di Este e lontani dal suo spirito comunitario.
Troppe divisioni dentro ai partiti e tra i partiti; una visione sterile di opposizione; quella tendenza a “scimmiottare” la politica nazionale e a trasformare l’aula del consiglio comunale in un “piccolo parlamento”; ancora, il personalismo e il carrierismo, finalizzati solo alla ricerca e conquista di ruoli più importanti politicamente ed economicamente: tutto questo ha nuociuto alla nostra comunità e ha fatto perdere competitività e prospettive alla nostra Este.
ESTE siCura non poteva quindi che essere un movimento civico, non come negazione dei partiti ma come strumento di contrasto alle logiche delle segreterie di partito, quelle logiche che si approcciano alla politica locale nell’ottica della spartizione di ruoli dentro le amministrazioni e dentro le società o consorzi ad esse collegate.
L’avere consapevolmente scelto questa strada e deciso di costruire questa proposta non con persone qualsiasi ma con donne e uomini davvero nuovi, è stata la scelta più difficile perché tutta in salita, ma era ed è l’unica scelta che potevamo fare per essere coerenti fino in fondo: compresa la scelta di non affiancarci alla “solita politica partitica”, che purtroppo ragiona e prende le sue decisioni su Este in base ad equilibri che nulla hanno a che vedere con la nostra Città.
Decidere di rifiutare le “solite cose” e le fastidiose “baruffe politiche” per affrontare i temi e cercare di attuare una politica del fare: questa la “mission” e la “vision” di ESTE siCura e di tutti coloro che hanno deciso di fare parte e sostenere questo progetto.

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