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domenica 15 maggio 2016

PROGRAMMA: I FIORI, LA ROSA, UN COMUNE FIORITO E IL TURISMO DEI GIARDINI #este2016 #zaramellasindaco #programmasicuro


Sviluppare una manifestazione che cresce di anno in anno e diviene motore di sviluppo della città. Questo deve essere "Este in fiore", il... fiore all'occhiello di Este che la distingue nel panorama locale e regionale. Dalla rosa "Beatrice I d'Este" che è rimasta nell'ombra in questi anni, si può sviluppare un nuovo arredo floreale per la città e un prodotto "made in Este" nell'ambito della cosmetica, mentre i giardini del Castello possono attrarre il cosiddetto "turismo verde". Per finire: se "Este in fiore" è l'evento di primavera, il movimento civico lancia l'idea di "Wine & Roses" per l'autunno. Due grandi eventi che abbracciano un anno di Este!


ESTE CITTA’ … PETALOSA

Il candidato sindaco proposto da ESTE SICURA ha curato tutti gli aspetti organizzativi di “Este in fiore” dal 2002 al 2008, trasformando la manifestazione in evento nazionale.
Si può affermare a ragione che non vi sia nessuno che conosca meglio di Carlo Zaramella cosa ha significato e cosa può significare questo evento per la nostra Città. Solo per citare alcuni esempi, due interventi realizzati nel corso di quegli anni possono rappresentare un nuovo punto di partenza per la manifestazione e per la Città: la messa a dimora di un roseto e la creazione dello stemma floreale da un lato; la creazione di una rosa, la “Beatrice I d’Este”, dedicata alla città. I primi due interventi si inseriscono in una qualificazione dei nostri giardini storici e parco cittadino, che possono trovare un loro proseguimento nella creazione di un ortensieto, un camelieto, di una serra con piante succulente e tropicali e la riqualificazione della fontana con il ripristino dei giochi d’acqua originari.
Questi interventi, inseriti nel quadro della realizzazione di un arredo floreale e verde nel centro storico e in alcuni punti strategici cittadini (come i ponti), faranno di Este un Comune fiorito, in grado di inserirsi a pieno titolo nel circuito del cosiddetto “turismo verde”: il turismo di giornata che veicola ogni anno migliaia di turisti in visita ai borghi, alle città fiorite e ai giardini storici.
Sulla scorta del Palladio, che nel Cinquecento definiva “i giardini e i bruoli” come “l’anima e il diporto della villa”, oggi si può, anzi si deve pensare al Castello di Este e ai giardini racchiusi nello spazio delle sue mura come l’anima di Este. È da questo straordinario complesso architettonico e botanico che deve prendere le mosse la promozione e la valorizzazione turistica della nostra Città. La messa a dimora di un roseto, tra i più grandi di proprietà pubblica nel nostro paese, a cui si collegano la dedicazione di una nuova varietà di rosa alla Città di Este e la creazione dello stemma floreale, sono stati gli unici e principali interventi degli ultimi anni che hanno contribuito ad aumentare il valore botanico del giardino storico e la bellezza ed il fascino del giardino stesso.
Essi devono però rappresentare un punto di inizio di un percorso, con l’obiettivo ultimo di inserire i Giardini storici di Este nel grande panorama dei Giardini storici veneti e italiani. È purtroppo significativa la loro sostanziale assenza negli itinerari proposti nell’ambito del settore turistico e culturale: accanto a nomi come Valsanzibio con i giardini di Villa Barbarigo, di Vescovana con Villa Pisani-Scalabrin, di Monselice con Villa Emo Capodilista e di Sant’Elena con Villa Miari de Cumani, manca purtroppo quello di Este.
L’importanza strategica del “turismo dei giardini” non è solo testimoniato dal numero elevato di visitatori che ogni anno è veicolato dai tour operator o dalle guide turistiche, ma dall’incremento progressivo che negli ultimi anni ha caratterizzato la pubblicazione di riviste e monografie dedicate a questo tema. Il castello di Este, con il complesso delle mura e la bellezza dei suoi giardini, con le sue ricchezze archeologiche e la presenza importante del Museo Nazionale Atestino, deve conoscere nei prossimi anni un periodo di grande valorizzazione e “riscoperta turistica”.
La messa a dimora di nuove varietà colturali, l’interazione con il Museo Nazionale Atestino con la collocazione nei giardini stessi di reperti e testimonianza del passato, e l’obiettivo ampio ed ambizioso di una progettualità che porti al ripristino dei camminamenti sulle mura e la piena fruizione degli spazi sommitali, devono essere progetti presenti e attivi nell’agenda dell’Amministrazione comunale. A margine di questi, devono essere promossi eventi e manifestazioni collegate, sull’esempio di manifestazioni nazionali dedicate al verde e agli spazi a giardino. A “Este in fiore” deve rispondere un grande evento autunnale, come ad esempio l’avvio di una rassegna enogastronomica denominata “Wine & Roses” dedicata alla valorizzazione delle produzioni dell’area parco Colli euganei.
Accanto a questo, come sopra accennato, si deve intraprendere finalmente un percorso di recupero delle mura del castello e degli antichi camminamenti, e di rivitalizzazione degli spazi. La consapevolezza è quella di un progetto di lunga portata certo, ma è necessario attivarsi con una progettualità bene definita in tutti i suoi dettagli e coordinata con gli enti di competenza per potere avanzare tutte le richieste di finanziamento per la sua attuazione. Serve inoltre completare l’intervento di sistemazione degli spazi esterni, ovvero l’area parcheggio in via Vigo di Torre: la sistemazione di questo spazio è doverosa e dovrà comportare anche un nuovo impianti di illuminazione, vista la sofferenza di visibilità notturna di questa arteria viaria.
Parallelamente, si deve riprendere a sviluppare la manifestazione “Este in fiore”, che ha bisogno dopo quindici anni di un restyling e soprattutto di iniziare un nuovo percorso verso la sua “internazionalizzazione” da un lato, e occasione di valorizzazione degli altri giardini storici e ville monumentali presenti nel nostro territorio cittadino.
La rosa “Beatrice I d’Este” è stata una iniziativa importante, di cui però non resta purtroppo che un pallido ricordo. ESTE SICURA vuole riprendere ciò che è stato lasciato abbandonato: la proprietà del marchio garantisce alla nostra Città la possibilità non solo di caratterizzare l’intero spazio urbano con questo fiore, ma anche di sviluppare l’artigianato conseguente, quello della cosmesi e del profumo.
Questa possibilità di sviluppo apre le porte alla creazione di un vero e proprio marchio di promozione: il “made in Este” , che diventerebbe veicolo di promozione turistica e dell’immagine della Città per tutti i campi produttivi locali.



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