"In tutti gli anni passati, se si fosse voluto riempire più spazi aprendo ad altre categorie merceologiche, sarebbe stato possibile farlo ma si è sempre preferito dire no alle tante domande di partecipazione, per mantenere proprio la specializzazione e la qualità di "Este in fiore".
La scelta operata dall’amministrazione Gallana va in direzione opposta, il che significa avere un bella manifestazione di piazza ma non più un evento specializzato al pari di altri a livello nazionale.
Ricordo che dal 2002 al 2004 vi era all'interno del castello un settore dedicato ai prodotti tipici, che è stato successivamente eliminato dalla manifestazione per rispondere alle richieste che arrivavano dai florovivaisti di qualità presenti in numero sempre maggiore all'evento. Si trattava di non mescolare generi e articoli diversi e di specializzarsi decisamente sull'aspetto botanico e floreale. Non è un caso che eventi con cui eravamo fino a ieri in concorrenza, a Milano, a Torino piuttosto che a Roma, non abbiano mai sposato l'enogastronomia, limitandosi in pochi casi alla promozione contemporanea di un prodotto locale.
L’importante è essere consapevoli che questo potrebbe essere nel medio futuro il risultato: ovvero una grande fiera all'aperto ma non più quella "bomboniera" a cui ci eravamo tutti abituati e che aveva portato la nostra Este all'interno del circuito delle grandi manifestazioni florovivastiche del settore.
Avrei decisamente preferito che si fosse lavorato invece per una internazionalizzare dell’evento, senza abbandonare la specializzazione floreale.
Sono punti di vista diversi che nulla tolgono però al comune auspicio in un grande afflusso di gente in Este. Anzi: che sia ancora una volta una festa di aggregazione della nostra Città!".
Carlo Zaramella
consigliere comunale di ESTEsicura

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