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giovedì 2 giugno 2016

PROGRAMMA: IL TEMA COME ESPOSTO E AFFRONTATO NEL NOSTRO DOCUMENTO PROGRAMMATICO #zaramellasindaco #este2016 #programmasicuro


Il tema delle azioni in materia di "sicurezza" non poteva certo mancare.
Accanto all'appoggio all'iniziativa popolare di richiesta di modifica delle normative nazionali sulla legittima difesa, "sposata" e sostenuta sin da subito da ESTEsicura, nel programma delineiamo una serie di misure ed iniziative: eccole riportate qui di seguito.
Il programma è sempre disponibile nella sua interessa nell'apposita sezione di questo blog "Scarica il programma"


LA SICUREZZA “STRUTTURALE” DEL TERRITORIO E LA SICUREZZA AMBIENTALE
Este è stata al centro di numerosi episodi di emergenza idrogeologica, dovuti certo all’intensità di fenomeni meteorologici improvvisi e di particolare violenza, ma anche all’abbandono di una politica di messa in sicurezza del territorio. In più occasioni è emersa la richiesta da parte della cittadinanza soprattutto di determinate zone della nostra Città, di intervenire per ripristinare la cosiddetta “rete idrica secondaria” rappresentata dai fossi, e/o di attivarsi presso gli enti di competenza per una maggiore vigilanza sul loro mantenimento o per un loro ripristino. In molti casi si sono verificate a tale proposito tensioni sia tra privati che tra privati e enti pubblici: spesso gli interventi di qualcuno, onerosi, sono risultati inutili perché sono venuti meno i necessari interventi dei confinanti.
E’ assolutamente necessario attivarsi istituzionalmente affinché siano calendarizzati e realizzati interventi di pulizia dei fondali nei canali e scoli principali, ma è anche assolutamente necessario provvedere al ripristino di tutta la rete idrica secondaria, per consentire al nostro territorio di assorbire maggiormente le masse d’acqua piovana che improvvisamente possono riversarsi nel nostro territorio.
Nell’ambito degli interventi pubblici, sarà assolutamente necessario evitare nuovi massicci interventi di cementificazione del territorio o tombinamento dei fossati.
Parallelamente è necessario continuare nell’opera di formazione e addestramento dei nostro volontari di Protezione civile, anzi migliorarne le dotazioni strumentali e metterli maggiormente in grado di essere operativi nelle situazioni di criticità: dotare i nostri volontari di adeguate coperture assicurative e di occasioni di formazione professionale e qualificarli mediante corsi mirati all’utilizzo di determinate strumentazioni. 
Per quanto riguarda il tema più ampio dell’ambiente, è oramai imprescindibile attuare una seria indagine epidemiologica, quanto mai necessaria a fronte di una sempre più crescente richiesta che proviene legittimamente dalla cittadinanza a cui si devono dare dati strutturali su un tema così importante e garantire ampia trasparenza. 
LA SICUREZZA “MATERIALE”
Il fenomeno della microcriminalità è stato ampiamente sottovalutato per quantità e intensità. Nella precedente campagna elettorale, il “rischio sicurezza” non era percepito tale da chi ha poi governato la città ed in questo senso vi è stata una impreparazione anche in termini per così dire “culturali” ad affrontare tale fenomeno e cercare di arginarlo. Da parte dell’amministrazione comunale vi sono state poi iniziative che riteniamo “spot” per cercare di comunicare un’attenzione sul tema, seppure tardiva: qualche serata di maggiore presidio del centro urbano e la possibilità di accendere una polizza assicurativa, che invece di essere percepita come uno “strumento utile” è stata avvertita come una sorta di “resa” di fronte all’ondata criminale.
Sarebbe sufficiente elencare alcuni episodi per trasmettere concretamente la situazione: furti clamorosi in pieno centro storico, episodi di violenza fisica e aggressioni sia a privati cittadini sia a operatori commerciali, con conseguenze il più delle volte di particolare gravità.
Accanto a questi episodi vi sono inoltre quelli del cosiddetto accattonaggio organizzato, che spesse volte è divenuto molesto, e i parcheggiatori abusivi: tutti elementi questi che proliferano laddove non vi è controllo capillare e costante del territorio e del tessuto urbano.
Di fronte a questo tema si può avere un approccio “demagogico” come un atteggiamento concreto e pragmatico; si può anche avere un “non atteggiamento” se il pensiero prevalente è quello che afferma che Este appartiene in questo senso ad una dinamica più ampia che coinvolge tutto il nostro territorio e che in quanto tale non è più insicura di altre realtà.
L’approccio demagogico appartiene a tutti coloro che gridano alla sicurezza ma poi nelle situazioni concrete si defilano o non fanno seguire alle parole i fatti. Nel mese di febbraio il movimento civico ha promosso un incontro pubblico con Graziano Stacchio e Robertino Zancan e in tale occasione sono emersi due fatti: da un lato la totale assenza di esponenti politici di partiti o movimenti di caratura regionale o nazionale all’incontro, assenza anche semplicemente per portare un attestato di vicinanza e comprensione nei confronti di due protagonisti loro malgrado di una situazione di crisi delle norme della “legittima difesa”; dall’altro come proprio il tema “sicurezza” abbia finito per essere “strumento di acquisizione e costruzione di un consenso” ma si sia limitato semplicemente a qualche talk show o a qualche foto vestiti con la maglietta “Io sto con Stacchio”.
“ESTE siCura” sostiene qualsiasi iniziativa di sostegno alla modifica delle norme sulla legittima difesa, come in occasione della proposta di legge di iniziativa popolare per l’incremento delle pene e la cancellazione della possibilità di richiesta di risarcimento da parte dei famigliari di chi delinque: il movimento civico ha infatti “portato l’anagrafe” in mezzo ai cittadini, consentendo a chiunque lo volesse di sottoscrivere la raccolta di firme.
Ma al di là di iniziative di ampio respiro come queste, “ESTE siCura” intende dare corso ad una politica estremamente concreta sul tema “sicurezza”. Riteniamo necessario porre fine all’esperienza del Distretto di Polizia locale PD5B, che dal punto di vista amministrativo e soprattutto in termini di valorizzazione del personale e qualificazione dello stesso non ha centrato minimamente gli obiettivi per il quale era stato proposto. Per “ESTE siCura” è fondamentale riportare tutte le unità di polizia locale in Città, in mezzo ai cittadini e nei quartieri, durante il mercato settimanale e negli orari di chiusura delle attività commerciali. Serve potenziare l’addestramento dei nostri vigili, aumentarne le dotazioni ed elaborare una nuova gestione del comando, sul modello di altre realtà urbane che della sicurezza hanno fatto una loro mission fondamentale. Nell’ambito delle iniziative di prevenzione, serve potenziare il sistema di videosorveglianza, portandola anche nei punti strategici e nelle vie di accesso alle frazioni. 
Accanto a questo (maggiore  più qualificata presenza degli agenti di polizia locale, potenziamento della videosorveglianza) si devono promuovere iniziative di compartecipazione dei cittadini alla tutela della propria comunità. Sull’esempio già intrapreso positivamente da comuni dell’Emilia Romagna, intendiamo promuovere la formazione di gruppi di vigilanza diffusa, i “volontari della sicurezza”, che nell’ambito delle attività istituzionali dell’ente collaboreranno per la sorveglianza della comunità. Inoltre intendiamo mettere a disposizione dei cittadini la possibilità di scaricare un app sul proprio cellulare, che servirà proprio per interagire in tempo reale con le autorità di ordine pubblico.
Grande rilevanza avrà l’attività dell’ufficio anagrafe, in stretta sinergia con il comando dei vigili, per la verifica sistematica delle residenze e delle dichiarazioni di ospitalità e per un monitoraggio più stringente delle immigrazioni e permanenze in città. Avere una fotografia costantemente aggiornata delle presenze è fondamentale nell’ambito delle politiche per la sicurezza.
LE POLITICHE IMMIGRATORIE: FERMA CONTRARIETA’ A NUOVE ACCOGLIENZE
L’immigrazione è tema di stretta attualità, sia a livello nazionale che sul piano territoriale.
L’Europa e in essa l’Italia sono oggetto di una ondata immigratoria di portata storica per numeri e modalità di svolgimento. La destabilizzazione del Nord Africa e dell’area medio-orientale ha determinato la fuga di migliaia di persone, che si sono aggiunte alle migrazione dall’area centroafricana: la mancanza di governi stabili nelle regioni che si affacciano sulle acque del Mediterraneo e l’assenza palpabile di una volontà politica europea forte ed unitaria, rendono impossibile coordinare una vera ed efficace politica internazionale di contenimento delle partenze. Con il trascorrere del tempo, alle modalità immigratorie via mare si sono aggiunti i flussi via terra attraverso la zona balcanica e ciò ha reso ancora più evidente la debolezza strutturale sia del vecchio continente, sia della difesa e tutela dei nostri confini nazionali.
Tutta questa situazione, unitamente alle politiche governative, scaricano sugli enti locali una forte pressione dettata dalla necessità di fare fronte alla cosiddetta “accoglienza”. A livello padovano, il rifiuto da parte di alcuni comuni di non accettare il criterio di accoglienza di un immigrato ogni mille abitanti residenti ha fatto venire meno – fatto negativo – una collaborazione tra amministrazioni pubbliche che avrebbe potuto meglio gestire e meglio affrontare il tema degli arrivi deciso (e imposto) a livello governativo.
“ESTE siCura” è fortemente contraria a qualsiasi centro di prima accoglienza nel territorio comunale e contraria a qualsiasi proposta di nuove modalità e centri più o meno grandi di accoglienza, perché Este come comune e come comunità sta già facendo tanto rispetto alla capacità percepita dalla comunità. L’adesione allo SPRAR da parte dell’amministrazione comunale dovrebbe scongiurare l’apertura di centri di prima accoglienza, però è bene precisare che un’amministrazione comunale guidata dal movimento civico sarà fortemente ostativa a qualsiasi tipo di collaborazione con qualsiasi realtà privata o istituzionale che dovesse tentare di proporre o imporre ipotesi di nuove accoglienze.
LA SICUREZZA “SOCIALE”
La crisi economica ha fortemente indebolito il tessuto sociale, esponendo a situazioni di marginalità nuovi strati della popolazione e ampliando la fascia di povertà. Ciò coinvolge tutti i principali settori comunali: dai servizi scolastici (dai servizi per l’infanzia all’erogazione dei servizi per la pubblica istruzione) ai servizi sociali (erogazione dei contributi sociali), alla gestione del patrimonio (case popolari). Intendiamo promuovere da subito, attraverso una revisione dei regolamenti e nuove modalità operative, una politica più equa di gestione dei contributi economici: spesso (e purtroppo) si ha la sensazione che gli “ultimi” siano non tanto o non solo i cittadini in maggiore difficoltà, ma gli “ultimi arrivati” in ordine cronologico. 
Vi è poi il tema della mobilità legata alla fruizione di determinati servizi, in primis quelli sanitari. Se lo stabile del vecchio ospedale è avviato ad essere in parte sede di una UTAP, vi è il tema del collegamento con il nuovo ospedale soprattutto per gli anziani e nell’ambito delle politiche sociali. Deve essere incentivato un sistema di trasporto per la cosiddetta “mobilità debole” per consentire la piena fruibilità ai servizi socio-sanitari. 

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