La scelta delle Civiche d'Este di ricercare l'appoggio del Partito democratico è coerente con i dieci anni di amministrazione condivisa assieme ma è anche la scelta meno civica e più partitica: il Pd manterrà la conduzione politica grazie alla maggioranza dei consiglieri comunali e in caso di vittoria al primo turno non si profilerebbe all'orizzonte una amministrazione pienamente civica (da noi ampiamente auspicata) ma solo una prosecuzione del governo del centrosinistra.
La città sta vivendo un lento tramonto della politica locale: è sufficiente pensare al fatto che i nomi dei candidati sindaci sono gli stessi degli ultimi venti anni, fatto che da solo dovrebbe indurre ad una riflessione.
Nel centrodestra si stanno riproponendo le logiche di sempre. Da mesi si attendono i "tavoli provinciali" preposti alla "spartizione dei comuni" (quel comune a quel partito, quell'altro ad un altro e via dicendo): a questo, si aggiungono assurdi veti politici che scimmiottano le dinamiche nazionali invece di guardare alle singole comunità.
Questo non solo rallenta la costruzione di un programma condiviso, ma è lontano dalla richiesta di rinnovamento di uomini e metodi che sale forte dalla comunità civile.
Questo non solo rallenta la costruzione di un programma condiviso, ma è lontano dalla richiesta di rinnovamento di uomini e metodi che sale forte dalla comunità civile.
ESTEsicura mantiene tutta la disponibilità a collaborare per un ampio schieramento, ma francamente si è stancata di queste "non logiche" e soprattutto non accetterà alcun nome calato dall'alto e che in quanto tale risponderà prima agli equilibri tra i diversi gruppi politici e poi, forse, ai bisogni reali di Este. ESTEsicura chiede in questo senso e pubblicamente un radicale cambio di metodo.
Per questo lanceremo giorno dopo giorno quelle proposte programmatiche che consideriamo non negoziabili, a partire dall'immediata riduzione della tassa sui rifiuti e dall'uscita programmata dal Consorzio Padova sud.

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